L'antico respiro dell'uomo  

 

 

Cos'è l'antico respiro dell'uomo, se non una brama, mai sazia, d'infinito ?Brama che incessantemente si ripete, ininterrottamente.

Respiro come un filo invisibile, cordone ombelicale con la vita, con l'universo intero, con l'infinito senza confini.

Respiro di cui non siamo mai sazi.

Respiro come nostra salvezza, come incessante richiamo.

Giorno e notte, per tutti i nostri giorni.

Un impulso insopprimibile, che attraversa per intero la nostra carne.

E' il respiro a ricordarci il nostro essere perennemente creature, che "bevono" l'universo, la sua inafferrabile sorgente, la sua "voce", e che da lui traggono sostentamento.

Vedremmo tutto questo, se non guardassimo al respiro solamente come ad un'azione quasi meccanica, scontata, pura e sola chimica del corpo, tanto da dimenticarcene, quasi non ci riguardasse.

Siamo tutti affratellati dal respiro, siamo carne che respira, al di là di ogni confine.

"Parente" e frutto del respiro, è il "canto".

 

"La vita che mi hai ridato ora te la rendo nel canto"

 

così scriveva D. M. Turoldo.

 

Che cos'è il canto, se non respiro impregnato della nostra essenza, della nostra carne, della nostra anima ?

Potrebbe scuramente rappresentare la nostra "risposta", il frutto maturo del respiro in noi.

Oggi è il rumore ad aver preso il posto del canto.

 

E perché allora che eravamo poveri  si cantava ?

Si cantava a sera e anche all'alba

il panettiere cantava per le vie deserte.

Camminavamo tra i filari

nei gloriosi giorni di vendemmia

e la gioia si spandeva o onde.

Giù sulla pianura ognuno è chiuso nel suo appartamento,

non esiste più il "paese".

Estranei i familiari:

città senza amicizie. dove nessuno si conosce.

E se conosci, spesso più cresce la ragione

di essere diffidente.

                                                David Maria Turoldo

 

Con il respiro portiamo in noi l'essenza dell'universo, che si muta in creature.

Siamo la materializzazione del Respiro.  Siamo figli del Respiro, tutt'uno con il Respiro, in un'unità inscindibile.

E pensando al Respiro, lo sguardo si volge spontaneamente in alto, come avvertissimo che qualcosa di misterioso e profondo ci lega all'intero universo, al firmamento, alle stelle.

E' il nostro sguardo che accarezza il cielo.

E il respiro si fa ancora più ampio, più profondo, come avesse trovato la sua Fonte, la sua appartenenza.

Un "luogo" del tutto insondabile, indefinito e indefinibile - unico segno, la nostalgia - sembra conservare e racchiudere le nostre radici.

Nostalgia, richiamo, Mistero.

"Luogo" come patria di tutti noi, nessuno escluso, verso il quale può rivolgersi, in una coralità, il nostro cammino di figli.

Oh, se sperassimo

tutti insieme

tutti la stessa speranza

e intensamente

ferocemente sperassimo

sperassimo con le pietre

e gli alberi

e il grano sotto la neve

e gridassimo

con la carne e il sangue

con gli occhi e le mani e il sangue;

sperassimo con tutte le viscere

con tutta la mente e il cuore

Lui solo Sperassimo ...

 

        David Maria Turoldo

Ma forse, come in uno specchio, è la nostra interiorità più profonda a rivelarci "un firmamento parallelo", luogo dei segreti e delle rivelazioni più intime, in cui "si solidifica" l'Universo.

Quella nostalgia della nostra "patria" trova un'eco, un ponte in noi, la rispecchia, in assoluta fedeltà.

Un respiro che si espande, come il vento che avvolge il mondo, lo abbraccia,  lo accoglie, ne scopre le forme, le "inventa", dà loro "corpo".

Respiro che diviene "sguardo", sostanza, presenza.

Fluidità del respiro, che respira il mondo.  Respiriamo il mondo.

"Respirare il mondo" è, necessariamente, averlo a cuore.

Non posso "respirarlo" ed essere indifferente.

Non c'è confine che non sia raggiunto dal respiro o dallo sguardo.

Un respiro libero, "inventa" un mondo libero, senza barriere, senza catene.

Un respiro libero, si trasforma in canto, in celebrazione, in rispetto.

Un respiro libero, libera lo sguardo, lo purifica.

Chissà che il respiro non preceda lo sguardo !?

Che cosa respiro, se non il mondo, la vita ?

Fin dove può giungere il mio respiro, lì può arrivare la mia visione.

Onorare il respiro è amarlo infinitamente, accoglierlo infinitamente.

Respirare non basta, occorre amare le "radici", l'anima del respiro.

E lasciarlo "fiorire", in tutta la sua ricchezza.

Respiro che porta il sorriso, la grazia di un giorno di sole.

 

La gentile tenerezza del respiro ...

Si, siamo un unico respiro ....    

 

                                                          Luciano Galassi

           

Vorrei che le mie ali 

sapessero accarezzare

il cielo,  e lì perdermi                      

in un abbraccio 

senza più barriere ,

mentre il respiro                    

come un fremito                    

mi attraversa il cuore.    

 


 

E noi a tentare di dar forma, "quaggiù", a necessari e fragili simulacri dell'eterno Respiro.

  

                Luciano Galassi